La malattia emorroidaria rappresenta, nei paesi occidentali, la patologia proctologica più comune, con un forte impatto sulla qualità della vita di chi ne soffre. Uno dei principali meccanismi alla base di questa condizione è l’iperafflusso di sangue arterioso verso le emorroidi, che causa congestione, stasi, edema e prolasso dei noduli emorroidari.
La tecnica THD, riconosciuta per la sua efficacia e il minimo impatto sul paziente, si avvale di uno strumento dotato di una sonda doppler che consente di localizzare con precisione i rami terminali delle arterie emorroidarie. Tali rami vengono legati mediante un procedimento chiamato “dearterializzazione”, effettuato in una zona priva di terminazioni nervose dolorifiche. Questo approccio permette di ridurre significativamente il flusso arterioso verso le emorroidi, con conseguente riduzione del loro volume.
In presenza di prolasso emorroidario esterno, la tecnica THD prevede un intervento aggiuntivo denominato “mucopessia”, che riposiziona la mucosa prolassata, riportando le emorroidi nella loro sede anatomica originale.